


Superstrada Orte-Ravenna E45 Attraversa longitudinalmente tutta l'Umbria da San Giustino a Terni: uscita "Ancona", attraversare l'abitato di Pianello, Valfabbrica, Poggio San Dionisio, cartello fine paese proseguire per 700 metri, strada bianca a sinistra, proseguire per 800 metri seguendo il percorso segnalato fino all'agriturismo
Autostrada Adriatica A14 Per chi proviene da Nord, a circa 100 Km da "Le dolci colline", uscita di "Ancona Nord - Falconara", prendere la E55 in direzione Jesi - Fabriano, proseguire per Perugia. Per chi proviene da Sud, a circa 140 km da "Le dolci colline", uscita "Civitanova Marche", prendere la superstrada Civitanova - Foligno in direzione Foligno, poi proseguire per Perugia, prendere la E45 direzione Cesena, uscita "Ancona", attraversare l'abitato di Pianello, Valfabbrica, Poggio San Dionisio, cartello fine paese proseguire per 700 metri, strada bianca a sinistra, proseguire per 800 metri seguendo il percorso segnalato fino all'agriturismo
IN TRENOPer chi proviene dal Sud linee Roma - Terni - Orte - Foligno - Assisi - Ponte San Giovanni
Per chi proviene dall'Adriatico linee Ancona-Fossato di Vico - Foligno - Assisi - Ponte San Giovanni
IN AUTOBUS
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Cenni Storici
L'Umbria
deve il suo nome agli Umbri, antichissimo popolo italico che l'abitava e
che dovette lottare con gli Etruschi, i quali s'impadronirono di terre e
città: ma, vinti gli Etruschi dai Romani, l'Umbria passò sotto il
dominio di questi (307 a.C.) e divenne una delle principali regioni
dell'Italia Centrale. Comprendeva a Nord Ovest il paese dei Casuentini
(Casentino) era limitata ad Ovest dal Tevere fra Tifernum (CIttà di
Castello) e Otriculum (Otricoli), confinava ad Est col paese dei Sabini,
col Piceno e con l'Adriatico tra i due fiumi Aesis (Esino) e Rubicone,
ed era attraversata dalla via consolare Flaminia. Caduto l'impero il suo
territorio si restrinse fra il Tevere, la Nera e l'Appennino,
formando la maggior parte del Ducato di Spoleto. Nel Medioevo passò
sotto diverse dominazioni (i Visconti, il Re di Napoli, Braccio
Fortebraccio da Montone) e fu travagliata dalle lotte fra le più potenti
famiglie (Oddi e Baglioni) tuttavia in questo periodo rifulse per
l'impulso dato alle arti con le sue scuole di architettura, scultura e
pittura, le quali lasciarono splendidi monumenti in quasi tutti i
maggiori centri della regione. Venne poi incorporata allo stato
pontificio e ne seguì le vicende fino al 1860, quando passò aggregata
al Regno d'Italia come compartimento. La 2^ guerra mondiale investì
l'Umbria nell'estate del 1944, ma non vi ebbero luogo grandi
combattimenti: in particolare Terni e Foligno vennero duramente colpite
nei loro edifici e monumenti, fu bombardato l'Aeroporto di Sant'Egidio e
furono fatti saltare i ponti sul Tevere ai piedi di Perugia.
Struttura Fisica
L'Umbria
è una regione in prevalenza montuosa e collinosa: nella zona di levante
si innalza l'Appennino Umbro-Marchigiano, culminante a Sud-Est nei m.
2476 del Monte Vettore, nel Parco dei Sibillini, dalla cui parte
settentrionale e centrale si staccano, in corrispondenza dei nodi dei
monti Nerone e Pennino, rami secondari digradanti in colli e poggi,
fra i quali si aprono conche e valli irrigate e bene coltivate. La
catena dell'Appennino Umbro-Marchigiano è rotta da facili passaggi
(Valico di Fossato (m. 740), Bocca Serriola (m. 730)), che mettono in
comunicazione l'Umbria con le Marche. L'Alpe di Catenaia che termina
nell'Umbria, s'incurva alla sua estremità e racchiude nel Nord Ovest
della regione, con le ultime propaggini, il bacino del Lago T
rasimeno.
Dell'Umbria, infine, fa parte un lembo dei monti Sabini fra la Nera ed
il Tevere. Tra le conche, una volta tutte occupate da laghi, ricordiamo
quelle di: Terni, attraversata dalla Nera dopo che vi è confluito il
Velino; di Foligno (la maggiore), chiusa dal contrafforte di Torre
Maggiore e irrigata dal Topino, Marroggia e Clitunno che si raccolgono
tutti nel Chiascio; di Spoleto; del Trasimeno, in gran parte occupata
dal Lago, la meno popolata delle conche umbre. Il clima si avvicina al
tipo continentale. L'Umbria è attraversata per 210 Km dal Tevere umbro
per gran parte del suo corso, ma che ha le sue sorgenti più a Nord e vi
entra presso Sansepolcro (Toscana), riceve a destra il Néstore e il
Paglia, a sinistra il Chiascio e la Nera, arricchita dal Velino, che
precipita nel bacino di Terni da un soglio alto 160 m., formando le
famose Cascate delle Marmore. L'Umbria è costituita da due province,
Perugia e Terni, che prendono il nome dalle principali città della
Regione. Perugià è il capoluogo dell'Umbria.
Etnografia e Folklore
Numerosissimi
i riti popolari e le forme tradizionali, in genere legati alla
superstizione, ed ancora conservatisi, specialmente nelle zone di
campagna. Tra le feste più caratteristiche è la "Corsa dei Ceri" che si
tiene a Gubbio il 15 maggio di ogni anno; nota festa di carattere
religioso è il "Perdono d'Assisi", celebrato annualmente in questa città
il 1 e 2 agosto. La kermesse musicale Umbria Jazz, che si svolge a
Luglio, si pone ai vertici mondiali per presenza di artisti,
appassionati e suggestioni. Potete trovare molti suggerimenti per
escursioni a tema folkloristico nella sezione
ITINERARI
Dialetti
Sono strettamente collegati con quelli della zona laziale-marchigiana, presentando alcuni fenomeni (metafonesi di i ed u finali ed assimilazione di nd e mb in nn e mm) tipici delle parlate dell'Italia centro-meridionale. Fenomeni particolari sono la trasformazione dei nessi ng e mbj in gn e l'assimilazione di ld in ll. I dialetti umbri dei comuni settentrionali risentono l'influenza emiliana e romagnola, mentre a sud si estendono assai profondamente, comprendendo anche la zona di L'Aquila.
Letteratura
Caratteristica
della letteratura dialettale umbra è, nei secoli XIII-XIV la lauda,
originaria della zona, sia nella sua forma lirica sia in forma
drammatica. Non si hanno poi scritti dialettali di particolare
interesse, almeno sino al secolo scorso, quando si trattò soprattutto di
attività erudita. Di maggiore interesse quindi le poesie popolari
conservatesi attraverso i secoli nelle campagne; se ne hanno di
carattere profano (ottobrale di Monteluco ed i diversi tipi di canti
amorosi), sacro ed anche cavalleresco, con interessanti leggende locali,
quali quelle della Santa Spina, del Lago Trasimeno, del Tesoro di
Annibale e della Cascata delle Marmore. Larga la varietà delle forme
metriche.
Musica
In
questa regione tenacemente attaccata alle tradizioni, sono ancora
abbondanti le espressioni di musica popolare, ma di gran parte di esse
non è stata ancora fatta una organica e completa raccolta. Gli
argomenti, tratti dalla vita quotidiana di queste semplici e schiette
popolazioni, rispecchiano da un lato il forte sentimento religioso e
dall'altro lo sfogo a canti di gioia campestre: così, accanto ad un gran
numero di cantici religiosi in lode delle persone della SS. Trinità e di
molti santi patroni, canti morali e sentenziosi, si hanno liriche
propriamente amorose, canzoni scherzose e mordaci, litigi e contrasti.
Numerose e varie sono le forme metriche, dove ricorrono più spesso
canzoni, ballate, strambotti, rispetti, filastrocche, ninne-nanne,
scioglilingue e indovinelli.
Arte
Ricchissima
la produzione artistica etrusca: la presenza di Roma si riscontra in
Umbria negli avanzi, in parte ben conservati, di edifici pubblici.
Spoleto soprattutto, col tempio, il teatro ed il ponte di età romana,
mantenne più a lungo la tradizione antica che si trasformò poi nelle
architetture paleocristiane della basilica di San Salvatore e del
tempietto del Clitunno. Numerose le tracce di architettura religiosa
medioevale, con avanzi di affreschi e di mosaici; assai ricca e
largamente diffusa la produzione romanica, cui più tardi si sovrapposero
organicamente elementi gotici. Nel '300 accanto agli edifici sacri
sorgono i primi palazzi pubblici. Interessanti le altri attività
artistiche, la scultura in legno, ma specialmente la pittura che viene
ad assumere importanza straordinaria in seguito ai fondamentali cicli
affrescati dai maggiori artisti del '200 e del '300 nelle basiliche
francescane di Assisi. L'influenza di questi pittori, e di Giotto e dei
Senesi specialmente, fu assai grande nello sviluppo dell'arte umbra
almeno sino all'inizio del '400. Le maggiori chiese dell'Umbria
conservano tuttora tracce dell'arte dei pittori locali e di quelli della
vicina Toscana: tra i primi basterà ricordare il Perugino ed il
PInturicchio. Da citare anche l'attività degli architetti provenienti
dalla Toscana, dalla Lombardia e dal Veneto; assai larga l'influenza del
Fioravanti e, più tardi, del Laurana, di Francesco di Giorgio e del
Bramante. Più scarsa l'importanza della scultura rinascimentale umbra
con i non numerosi esempi di Agostino di Duccio, dei Della Robbia e di
artisti minori. Di non grande interesse i nomi degli artisti umbri dei
secoli successivi, sebbene ancora abbiano operato in questa regione
pittori ed architetti di indubbio valore. Nel campo delle arti minori è
da ricordare la notevole produzione di maiolica (Orvieto, Gubbio, Gualdo
Tadino, ma soprattutto Deruta), la miniatura, l'oreficeria, il ricamo e
l'intaglio e l'intarsio del legno
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